Identità di genere e comunità

Di seguito andremo a trattare un argomento che risulta particolarmente sensibile alle persone legate al concetto di famiglia come struttura base della società e pilastro comunitario. Nel periodo di crisi attuale, che il mondo si trova ad attraversare, sia dal punto di vista fisico che metafisico, le classi dirigenti occidentali rivolgono tutte le loro attenzioni alla cosiddetta lotta per i diritti civili in puro stile gayfriendly. Ci troviamo quindi ad avere una vera e propria battaglia per il matrimonio per tutti piuttosto che azioni tangibili per un salario dignitoso a tutti i lavoratori, ci troviamo “onorevoli” che legiferano sedicenti tutele di minoranze, siano esse realmente o solo potenzialmente discriminate, trasformando queste minoranze in vere e proprie lobby tutelate più di chiunque per il timore di essere marchiato con la moderna lettera scarlatta dell’omofobia. L’orientamento sessuale entra così di petto nella nostra vita quotidiana, diventando punto cardine per richiedere diritti e concessioni.Oltre a bandiera per diritti, più o meno legittimi, la sessualità diventa il nuovo muro da abbattere per meglio uniformare l’umanità e per meglio assoggettarla alle logiche del mercato, nuovo Dio cui protrarsi timorosi. L’orientamento sessuale e la sessualità nella sua totalità, vengono identificati come ostacolo nella loro peculiarità differenziatrice della persona umana, e per questo vengono sottoposte ad un processo che hanno subito tutti quegli schemi sociali, religiosi od etici, che nel tempo si sono trovati sul cammino del capitalismo che, identificandoli come ostacoli, ha abbattuto seguendo un percorso che potremo suddividere in tre fasi:

-ridicolarizzazione

-decostruzione

-distruzione

queste tre fasi semplificano l’iter che il Grande Capitale segue per superare gli ostacoli che limitano la sua capacità di crescita in termini di concentrazione e accumulazione di nuovo capitale.
Ogni identità, sia essa razziale, religiosa, culturale o nel nostro caso sessuale, risulta un ostacolo alla natura del capitale ed alla logica del libero mercato.
Questo sistema e questa logica richiedono società atomizzate, indifferenziate, con bisogni livellati alla sfera individuale dove le comunità cessano di esistere inquanto minate fin dalle proprie fondamenta.
Il sistema capitalistico segue quindi le tre fasi succitate, e nella nostra Europa la sessualità venne attaccata con il cosidetto ’68, rivoluzione culturale dal sapore anticapitalistico, ma in sostanza perfettamente funzionale al capitale che, con il liberalismo-libertario scardinò le logiche borghesi che “regolarizzavano” la sessualità all’interno della società.
Dal ’68 ad oggi abbiamo assistito alla fase decostruttiva della passata struttura sociale della famiglia e con essa una lenta, ma inesorabile, rielaborazione della sessualità della persona umana che risultasse consona alle necessità delle logiche di mercato.
Attualmente ci troviamo a cavallo tra la seconda e la terza fase del processo. Assistiamo, in paesi come Francia e Germania, all’inserimento nei programmi scolastici, di teorie pseudoscientifiche che fanno riferimento all’identità di genere, che portano l’ultimo assalto alla nostra capacità di riconoscere la connessione tra sessualità biologica e sessualità psicologica. Vediamo il tentativo di separare questa connessione,
particolarità della natura umana, che inquanto comunità dovremo salvaguardare proprio per far si che da veri uomini e vere donne nascano altri membri della nostra comunità, che da questa base prende vita.
Ultimo passo della decostruzione quindi, per passare alla vera e propria distruzione dell’identità sessuale, ed alla creazione dell’uomo senza identità perfettamente funzionale al mercato globale ed al mondialismo imperante.
Vediamo quindi nel nostro bel paese quali sono i progressi fatti in questa direzione: Nel 2012 in Italia, grazie al nostro ministro delle pari opportunità,è stata organizzata una strategia nazionale per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, dove per discriminante si considera anche l’eccessiva attesa e costo delle operazioni chirurgiche per il cambio di sesso, che, ovviamente, secondo una logica perversa, dovrebbero ricadere economicamente sullo stato e quindi sulla comunità. Secondo l’ideologia di genere oltre a maschio e femmina (uomo e donna per noi), ci sarebbero un numero indefinito di “generi” o “orientamenti sessuali”, che comprenderebbero tra l’altro, l’omosessualità maschile, il lesbismo, la bisessualità e chi più ne ha più ne metta, senza dimenticare la pedofilia come teorizzato da John Money, creatore di questa teoria. Insomma, per intenderci, mettiamo in discussione che i sessi, non siano un’evidenza presente fin dalla nascita, ma solo “un modo” con cui la persona percepirebbe se stessa in seguito a condizionamenti culturali oppure per una scelta compiuta durante il corso della vita, non più una creazione naturale nella quale riconoscersi ed alla quale essere fedeli per realizzarsi in seno alla propria comunità, ma un artefizio che l’uomo con la sua civiltà ha schematizzato ed incasellato limitando la libertà dell’individuo. Da qui la folle corsa allo smantellamento delle figure Uomo e Donna, differenti e complementari ad un tempo, per riprendersi la “libertà di essere ciò che si vuole”, ovvero un nulla perfettamente inquadrabile nelle logiche mondialiste che metterebbe fine all’identità stessa dell’essere umano.L’Italia da sempre “indietro” in materia, sta recuperando terreno rispetto ad altri paesi europei, inserendo nella legge mancino, che punisce l’odio razziale, l’antisemitismo e la xenofobia, anche l’omofobia. Inutile prevedere preoccupanti scenari proiettati verso una drastica limitazione della libertà di espressione, dove ogni critica alla nuova norma risulta potenzialmente omofobica.Oltrepassando i confini nazionali, e ponendoci di fronte alla linea politica della UE, possiamo ammirare come la via tracciata dalla comunità europea sia indirizzata verso l’inserimento nelle scuole della Teoria del genere, senza porsi il minimo dubbio relativo alla fondatezza scientifica di questa teoria e sopratutto bypassando di fatto il diritto-dovere dei genitori di educare i propri figli secondo la propria visione delmondo.Ci troviamo quindi nella terza ed ultima fase, la fase distruttiva, che il Grande Capitaleattua portando il suo ultimo attacco alla base fondante stessa delle comunità.Un attacco rivolto sia agli individui con la loro identità, sia alla prima forma comunitaria per eccellenza, la famiglia.Quest’ultima diventa d’ora in poi, non solo un contesto dove apprendere il vivere insieme,ma diventa una vera e propria roccaforte dove resistere ai continui assalti portatidal mercato. La famiglia va quindi riscoperta non come forma sociale nata dall’amore, come vorrebbero imporci i nuovi sacerdoti del Capitale con le loro omelie liberiste, ma come fonte di vita della comunità che nasce e vive grazie alla differenza tra uomo e donna e che in questadifferenza trova quella forza che Dante chiamava AMOR (“…l’Amor che muove il cielo e le altre stelle…”) capace di creare nuova vita e rendere immortale la comunità.In conclusione, il nostro appello è rivolto non solo alle famiglie, bensì a tutti gli uomini e donne ancora in grado di riconoscere la realtà.Un appello a resistere al richiamo del canto delle sirene capitalistiche, un appello a riscoprire la Tradizione e tutto ciò che è vero Ordine, un appello a preservare i nostri figli, vera vita della nostra stirpe e un appello a lottare perchè famiglia è comunità, comunità è vita e vita significa Lotta!

ISA – PROBATE WAU ITALIA

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